L’attacco di Panico tra Scienza e Mito

L’attacco di Panico tra Scienza e Mito

Il Dio Pan, mezzo uomo e mezzo bestia, era in grado di far fuggire qualsiasi creatura. Ed il potere della sua arma, in forma meno mistica, ma pur sempre potentissima è ancora presente. 

Ma perché affascina e terrorizza chi lo incontra? Per via di una delle più controverse e geniali deduzioni di Freud. Nel sintomo – afferma l’autore – esiste un un ”tornaconto secondario” una forma di ”godimento clandestino”.

Cioè, questo significa che mi piace soffrire?

Beh, non proprio. Significa che a discapito della sofferenza, dal sintomo l’inconscio trae una ”soddisfazione’, l’appagamento di un misterioso desiderio. Non è un caso che appena si cominciano a vedere i primi benefici della terapia, molti decidano di battersela a gambe levate.

Come se qualcuno li stesse derubando del bene più prezioso.

Ma perché, se è legato alla soddisfazione (che spesso non riconosciamo affatto), provoca un tale dolore? Perché è un plus di godimento, è un qualcosa che va oltre, è l’acqua che trabocca da un vaso ormai pieno.

Anche in questo senso la Psicanalisi è una pratica in cui “Vince chi Perde”.

Concetto sostenuto anche dal padre della medicina, Ippocrate, che duemila anni or sono diceva: 

''Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare''.

Il potere della parola, l'unicità della storia di ognuno e il valore del proprio desiderio sono le stelle polari per percorrere la propria vita ripartendo da un nuovo punto. Per rimanere aggiornato sui miei ultimi post e per trovare contenuti utili seguimi su Facebook ed Instagram

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